Trust e Imposta di Donazione: per la Cassazione si Applica al Momento dell'Attribuzione ai Beneficiari

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Trust e Imposta di Donazione:  per la Cassazione si Applica al Momento dell'Attribuzione ai Beneficiari

Quando si applica l'Imposta di Donazione al Trust?

La Corte di Cassazione tende ormai ad abbandonare il precedente orientamento (condiviso anche dall'Agenzia delle Entrate) secondo il quale, nel caso di trust liberale, l'imposta di donazione è dovuta (salva ovviamente l'applicabilità di franchigie) nel momento della stipula del negozio.

Le più recenti sentenze, infatti, affermano invece che l'imposta è dovuta nel successivo momento in cui il trustee trasferisce i beni in trust ai beneficiari finali, poiché solo allora ha luogo la liberalità in loro favore e si manifesta la capacità contributiva richiesta dall'art.53 Cost.

Occorre ora sottolineare che quest'ultimo orientamento è stato ribadito anche in due recentissime sentenze pubblicate alla fine del 2019, tanto che a questo punto sarebbe auspicabile che anche l'Agenzia delle Entrate prendesse atto di ciò, evitando l'ulteriore instaurarsi di contenziosi destinati ad avere esito per essa sfavorevole (e dunque anche di rendersi protagonista del danno erariale discendente dalla sua condanna al rimborso delle spese legali sostenute dal contribuente).

La sentenza Cass.n°29642 del 14 novembre 2019

Cass.n°29642, depositata in data 14/11/2019, infatti, ha accolto il ricorso di un trustee il quale, in relazione ad un trust liberale stipulato prima della reintroduzione dell'imposta sulle successioni e donazioni (avvenuta in data 3/10/2006), aveva lamentato che il trasferimento dal disponente a costui fosse stato tassato con imposta di registro proporzionale e non fissa.

La Corte afferma che un trust siffatto deve essere tassato in misura fissa, ex art. 11 della Tariffa, parte prima, allegata al d.P.R. n. 131 del 1986 e che tale soluzione risulta "in linea con la recente linea interpretativa formatasi all'interno di questa Sezionesecondo cui, In tema di "trust", l'imposta sulle successioni e donazioni, prevista dall'art. 2, comma 47, del d.l. n. 262 del 2006 (conv. con modif. dalla I. n. 286 del 2006) anche per i vincoli di destinazione, è dovuta non al momento della costituzione dell'atto istitutivo o di dotazione patrimoniale, fiscalmente neutri in quanto meramente attuativi degli scopi di segregazione ed apposizione del vincolo, bensì in seguito all'eventuale trasferimento finale del bene al beneficiario, in quanto solo quest'ultimo costituisce un effettivo indice di ricchezza ai sensi dell'art. 53 Cost. (Sez. 5, Sentenza n. 19167 del 17/07/2019). In particolare, poiché ai fini dell'applicazione delle imposte di successione, registro ed ipotecaria è necessario, ai sensi dell'art. 53 Cost., che si realizzi un trasferimento effettivo di ricchezza mediante un'attribuzione patrimoniale stabile e non meramente strumentale, nel "trust"...detto trasferimento imponibile non è costituito né dall'atto istitutivo del "trust", né da quello di dotazione patrimoniale fra disponente e "trustee" in quanto gli stessi sono meramente attuativi degli scopi di segregazione e costituzione del vincolo di destinazione, bensì soltanto dall'atto di eventuale attribuzione finale del bene al beneficiario (Sez. 5, Sentenza n. 16699 del 21/06/2019)".

La sentenza Cass.n°32392 dell'11 dicembre 2019

Sulla stessa linea si pone Cass.n°32392, depositata in data 11/12/2019 che ha confermato la correttezza di una sentenza della Commissione Tributaria Regionale Toscana (la n°335/18/2018 del 20/2/2018) con una motivazione addirittura brevissima e lapidaria (quasi a sottolineare che ormai l'indirizzo della Corte si è consolidato e non può più essere messo in discussione), qui sotto riprodotta:

  • "Considerato che con l'unico motivo d'impugnazione...l'Agenzia delle entrate denuncia violazione e falsa applicazione dell'art. 2, commi 47-49, del d.l. n. 262 del 2006, convertito in legge n. 286 del 2006, in quanto il trust crea un vincolo di destinazione e l'imposta de qua colpisce i vincoli di destinazione; 
  • considerato che, secondo questa Corte, in tema di trust, l'imposta sulle successione e donazioni, prevista dall'art. 2, comma 47, del d.l. n. 262 del 2006 (conv. con modif. dalla I. n. 286 del 2006) anche per i vincoli di destinazione, è dovuta non al momento della costituzione dell'atto istitutivo o di dotazione patrimoniale, fiscalmente neutri in quanto meramente attuativi degli scopi di segregazione ed apposizione del vincolo, bensì in seguito all'eventuale trasferimento finale del bene al beneficiario, in quanto solo quest'ultimo costituisce un effettivo indice di ricchezza ai sensi dell'art. 53 Cost. (Cass. n. 22754 del 2019, 19167 del 2019 e 16699 del 2019); 
  • ritenuto che la CTR si è attenuta ai suddetti principi laddove ha ritenuto che l'effetto segregativo tipico del trust non manifesta, di per sé solo, alcuna maggiore capacità contributiva, né in capo al disponente né in capo al trustee (destinatario - ma non in via definitiva - del trasferimento) in ragione della fisiologica provvisorietà del trasferimento di ricchezza; 
  • ritenuto pertanto che il motivo di ricorso è infondato e il ricorso va conseguentemente rigettato; la condanna alle spese segue la soccombenza. 

PQM

La Corte rigetta il ricorso; condanna ricorrente al pagamento delle spese processuali...".

Avv.Saverio Bartoli, Firenze

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